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Tartarughe di terra

25 ottobre, 2013


cane_3 Ciao a tutti da Lunedì!
Siamo arrivati a Ottobre e con l’arrivo dell’autunno, al Punto Naturale 2 sono sempre più frequenti le visite di tutti coloro che amano e hanno una tartaruga di terra come animale da compagnia e vorrebbe sapere come affrontare questo periodo dell’anno e soprattutto l’inverno: ecco allora qualche semplice consiglio. horsfieldii
È opportuno sapere, per poter agire bene con questi “amici”, che le testuggini hanno una buona vista ( sanno riconoscere anche le persone), un preciso senso dell’orientamento, ma non hanno un udito molto sviluppato a differenza dell’odorato utile per la ricerca del cibo e per l’accoppiamento.

Per distinguere i maschi dalle femmine osservate la coda: nei maschi è lunga, robusta e grossa alla base.

La femmina invece ha la coda piccola e corta; i maschi adulti presentano sul piastrone una cavità per facilitare la monta sul carapace della femmina.

Sappiate che una tartaruga di terra mal si adatta ad una vita in casa o in terrario in quanto non troverà la combinazione di alimenti naturali che la possono far crescere correttamente.

“TARTA” dovrà vivere all’aria aperta, far movimento e soprattutto godere della luce diretta  del sole per poter crescere correttamente.

Il suo recinto dovrà prevedere due zone, l’una esposta al sole (infatti il sole attraverso i raggi UVB favorirà la sintesi della vitamina D), e l’altra ombreggiata (al di sopra dei 27° la tartaruga diventa apatica ) e dovrà essere protetta dall’attacco di eventuali predatori .

“TARTA” è un animale erbivoro quindi nel suo recinto lasciate crescere l’erba spontanea (vanno bene anche cicoria, radicchio, trifoglio e scarola); fragole, lamponi, more, albicocche, fiori e ciliegie vanno bene , ma date con parsimonia in quanto di difficile digestione. Da evitare assolutamente: carne, formaggi, alimenti per cani e gatti, uova, pane, latte, agrumi e kiwi.

Non dimenticate di dargli ogni tanto un osso di seppia: darà un ottimo apporto di calcio.

Le tartarughe non bevono molto, ma vogliono sempre acqua a disposizione usata da loro anche per urinare e defecare.

Ed ora la fase più delicata della vita di una tartaruga: il letargo.

Nei primi giorni di autunno, al calare delle temperature, le tartarughe smettono di alimentarsi (ma non di bere, anzi l’acqua dovrà essere sempre a disposizione), anche per più di 20 giorni per svuotare completamente l’intestino; verso settembre/ottobre iniziano ad interrarsi e cadono in letargo.

La temperatura ideale è di 5°C, temperature inferiori a 2°C arrecano danni celebrali o addirittura la morte, superiori a 10°C le inducono ad uno stato di dormiveglia pericoloso per l’esaurimento della scorta di grasso necessarie a superare l’inverno.

Le tartarughe possono interrarsi anche di 10-20 centimetri.

Il letargo è una fase metabolica ASSOLUTAMENTE NECESSARIA.

Nel caso si volesse tenere “TARTA” a svernare in casa, si dovrà provvedere ad un terrario con un punto caldo a 28°C ed un punto fresco sui 18° C con un substrato di 5 cm.

Essenziale la lampada UVB specifica per rettili necessaria alla sintesi della vitamina D per il fissaggio del calcio.

Si può anche optare per un letargo controllato mettendo le tartarughe in contenitori (gabbie metalliche) con lo stesso substrato del rettilario, ad una temperatura di 4-8°C in un locale buio con umidità al 70%.

Il risveglio si avrà a marzo con il rialzarsi delle temperature diurne.

 

horsfieldii_2

Subito dopo il risveglio dal letargo avviene il corteggiamento per l’accoppiamento, unico momento nella vita del maschio in cui questi emetterà un verso udibile (la maturità sessuale avviene intorno ai 10 anni).

La femmina deporrà le uova (fino a 3 deposizioni all’anno, da 2 a 9 uova, ma di solito vi è una sola covata nel mese di giugno) e dopo 2-3 mesi nasceranno i piccoli (con temperature > 31.5°C si avrà una preponderanza di femmine, al di sotto dei 31.5°C di maschi).

 

Le tartarughe baby vanno in letargo?

È opportuno lasciare andare in letargo anche i piccoli nati  a luglio-agosto in modo da evitare di alterare il loro sistema biologico e di farli crescere eccessivamente; avranno avuto tempo per alimentarsi, crescere e accumulare riserve per affrontare l’inverno all’aperto fin dal primo anno. Per i piccoli nati a settembre invece potrebbe essere utile un letargo breve. È consigliabile lasciarli all’aperto fino a quando inizieranno a scavare per andare in letargo.

A questo punto si ripongono (a digiuno!) in una cassetta per un letargo controllato per poi risvegliarli dopo circa 2 mesi. Da questo momento fino a primavera dovranno essere allevati e mantenuti svegli e vispi in un terrario allestito a casa.

Le tartarughe di terra sono animali centenari e se  trattati con le dovute maniere, state sicuri che saranno compagni per tutta la vita.

Da Lunedì,

un affettuoso saluto a tutti quanti!